Videopoker 100.000.000.000 di euro un anno dopo

Ci siamo quasi… ci avviciniamo al compleanno… AUGURI !!!

E’ del maggio 2007 l’inchiesta di Meduni e Sansa del SECOLO XIX di Genova, ma ad oggi NESSUNA NUOVA (buona nuova?!). Per chi non ricordasse bene il fatto (qualità intrinsecamente italica) ecco un ripassino:

L’ARTICOLO:
C’è un tesoro da quasi cento miliardi di euro che lo Stato non ha mai riscosso, nel mega business delle macchinette videopoker e dei giochi. Tre Finanziarie. Lacrime e sangue che potevano essere risparmiati agli italiani solo garantendo il rispetto delle regole. È scritto nero su bianco nella relazione di una supercommissione di esperti, guidata dal sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi e dal generale della Finanza Castore Palmerini, finita sul tavolo del viceministro Vincenzo Visco.[...]

Ma l’aspetto più allarmante è che, secondo il Gruppo antifrodi tecnologiche della Guardia di Finanza, parte di questo denaro è finito dritto dritto nelle tasche della criminalità organizzata. Di Cosa Nostra, soprattutto della cosca di Nitto Santapaola. Sotto il naso di chi avrebbe dovuto controllare: i Monopoli di Stato.[...]

L’esempio più clamoroso arriva dalla Sicilia. La legge dice che i videopoker non collegabili alla rete di controllo devono essere chiusi in un magazzino. Bene: nel Comune di Riposto, in provincia di Catania (13.951 abitanti), nei locali di un solo bar di cinquanta metri quadrati sarebbero state depositate, in un solo giorno, 26.858 macchinette. Secondo un’elaborazione della Finanza, accatastate una sull’altra raggiungerebbero l’altezza del vicino Etna.[...]“

Qui c’è tutto l’articolo ampiamente documentato:
Videopoker, 100 miliardi non riscossi dai monopoli e finiti alla mafia

LA LETTERA inviata al Direttore dei Monopoli di Stato:
Gentile dottor Giorgio Tino,
ci piacerebbe porgerle queste domande a voce, ma parlarLe sembra essere impossibile. Da mesi La cerchiamo inutilmente, cominciamo quasi a dubitare che Lei esista davvero. E dire che Lei avrebbe interesse a rispondere (oltre che il dovere).
Secondo il rapporto di una commissione di inchiesta parlamentare e secondo gli uomini della Guardia di Finanza infatti, tra imposte non pagate e multe non riscosse le società concessionarie delle slot machine devono allo Stato 98 miliardi di euro. Sarebbe una delle più grandi evasioni della storia d’Italia.
Secondo la commissione e gli investigatori, questo tesoro sarebbe stato regalato alle società che gestiscono il gioco d’azzardo legalizzato. Di più: nei consigli di amministrazione di alcune di queste società siedono uomini appartenenti a famiglie legate alla Mafia. Insomma, lo Stato italiano invece di combattere Cosa Nostra le avrebbe regalato decine di miliardi di euro.
Con quel denaro si potrebbero costruire metropolitane in tutte le principali città d’Italia. Si potrebbero comprare 1.000 Canadair per spegnere gli incendi. Potremmo ammodernare cinquecento ospedali oppure organizzare quattro olimpiadi. Si potrebbero realizzare impianti fotovoltaici capaci di fornire energia elettrica a milioni di persone oppure si potrebbe costruire la migliore rete di ferroviaria del mondo.
Da mesi noi abbiamo riportato sul nostro giornale, Il Secolo XIX, i risultati dell’indagine. Decine di pagine di cronaca che non sono mai state smentite. Secondo la commissione d’inchiesta, i Monopoli di Stato hanno gravi responsabilità nella vicenda. Non solo: la Corte dei Conti ha chiesto alle società concessionarie di pagare decine di miliardi di euro per il risarcimento del danno ingiusto patito dallo Stato. E nei Suoi confronti, signor Tino, i magistrati hanno aperto un procedimento per chiedere il pagamento di 1,2 miliardi di euro di danni.
Ma Lei che cosa fa? Tace e rimane al suo posto, come tutti i responsabili dei Monopoli, dalla dottoressa Barbarito alla dottoressa Alemanno (sorella dell’ex ministro di Alleanza Nazionale).
E, cosa ancora più incredibile, tace il vice-ministro dell’Economia, Vincenzo Visco (che da mesi ha ricevuto il rapporto della commissione di inchiesta), da cui Lei dipende.
Può spiegarci per filo e per segno che fine hanno fatto quei 98 miliardi di euro che secondo la Finanza sono stati sottratti alle casse dello Stato?
Finora Lei non ci ha mai voluto rispondere. Forse conta sul sostegno del mondo politico. Del resto la Sua poltrona è una delle più ambite d’Italia. Pochi lo sanno, ma i Monopoli gestiscono il commercio del tabacco e del gioco d’azzardo legalizzato. Insomma, un tesoro, su cui i partiti si sono lanciati da anni: An ha suoi rappresentanti proprio nei consigli di amministrazione delle società concessionarie delle slot machine, mentre le federazioni dei Ds sono proprietarie di molte sale Bingo.
Così Lei può permettersi di tacere. Ma chissà che cosa farebbe se a ripeterLe queste domande fossero decine di migliaia di visitatori di questo blog (l’indirizzo dell’ufficio stampa è: ufficiostampa@aams.it)?”

Marco Menduni e Ferruccio Sansa

LA RISPOSTA:

Ci dobbiamo preoccupare ?

Abbiamo un nuovo Presidente del Senato, seconda carica istituzionale dopo il Capo dello Stato, ci dobbiamo preoccupare ?

Sul Blog di Francesco Rigatelli c’è questo interessante articolo:

Berlusconi, Schifani ed il cattivo esempio.

che inizia così:

“Già nel 2002 Franco Giustolisi e Marco Lillo si occuparono su L’espresso di Renato Schifani, ex democristiano, consigliere comunale a Palermo, poi capo dei senatori di Forza Italia e per anni volto tv del Berlusconi pensiero. Tra le sue azioni parlamentari si ricorda la legge o lodo Schifani, che sospese temporaneamente i processi in corso contro le più alte cariche dello Stato (fu utilizzata da Berlusconi stesso, allora premier), dichiarata poi inconstituzionale. Ma anche la battaglia vinta per il carcere duro ai mafiosi. Da ieri Schifani è il nuovo presidente del Senato….” [leggi tutto]

Rutelli e Veltroni, ma come ca**o parlano…

Rutelli e Veltroni, come ca**o parlano…

O vincevo subito o perdevo, tutti gli esperti mi dicevano che c’era l’effetto bandwagon… …si,però hai anche creduto di poter fare come Al Gore che declintonizzò la sua campagna…

Ma, soprattutto, a chi ca**o parlano ?!!!!

di certo non alla mia vicina di casa.

 

Chiusura temporanea per cause mediche

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Anno Zero e il Reflux acido (parte seconda)

Proprio non riesco a non pensarci. (vedi il post parte prima).

Ieri sera due BANALI (?) esponenti del PUEBLO (cioè NOI) hanno osato aprire bocca e dire quello che pensavano, e l’hanno fatto senza tante perifrasi politichesi. Questo è andato sicuramente a loro discapito, anche se tutti hanno capito il concetto e hanno incassato senza proferire verbo.

Gli unici due distratti chi erano?

  1. Senatore Furio/a Colombo: che essendo appena uscito/a dal parrucchiere (pardon coiffeuse) e attrezzato di una bella chioma bianca ha subito attaccato la tintura di Berlusconi. Non capacitandosi del fatto che il truce metalmeccanico non arguisse il fine discettare tricologico come parafrasi trascendentale dell’essere e del divenire canuto, lo ha formalmente ripreso incalzandolo sul perchè lui (povero operaio a cui sono morti 7 colleghi e non sa bene come mangiare domani) si ostinasse a non voler capire. Soluzione: al posto del casco asciugacapelli la prossima volta inserire l’acconciatura colombiana in altoforno a 180° per 5 minuti.
  2. Onorevolissima Prestigiacomo: il rapper milanese triste (peccato il rapper è più bello incazzato) triste, dicevo, perchè un suo caro amico sta MORENDO DI CANCRO solo perchè non potendo permettersi MILANO2 vive ad AMIANTO 1 (WHITE HOUSES) ha indignato l’ONOREVOLISSIMA attaccando la Politica ed il menefreghismo che la pervade. Apriti Cielo! Ma come si permette di dire tali nefandezze? Lei che è una politica, che è un’imprenditrice, che è una madre, che è una trasfertista, che è una senza orari, che è una massaia, che è…. bla,bla,bla,bla,bla,bla… Ma il fatto resta: la POLITICA NON HA FATTO NULLA checchè ne dica la signora onorevolissima, la quale concludendo ha pure cercato di circuire il nostro triste rapper dicendo che avrebbe preso lei il telefono e avrebbe sistemato tutto in quatto e quattr’otto! AAAHH, ci risiamo con le clientele…. PER QUALE MOTIVO SIAMO UN PAESE NEL QUALE QUALCUNO DEVE SEMPRE TELEFONARE A QUALCUN’ ALTRO PER RICORDARGLI CHE DEVE FARE QUESTO O QUEST’ALTRO ????? Forse a Milano non sono al corrente del problema ? Forse la sindacosissima lady Moratti era dalla coiffeuse con Colombo e si sono distratti insieme parlando di tinture????
MI PRUDONO LE TONSILLE, NON LI SOPPORTO…
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AnnoZero e il Reflux Acido

Ieri sera PER SBAGLIO ho acceso la televisione e ho visto ANNOZERO.
Tabacci: puoi non condividere le sue idee politiche ma è una persona corretta ed educata, assolutamente anacronistico nel suo parlare di dignità, di etica, di moralità (coza ezzere kuesto?)

Sartori: simpatico e arguto professore che più di una volta si è dovuto far ripetere le domande dal momento che, visto il casino, non capiva più quale fosse l’oggetto del discorso.
 
Franceschini: un uomo in ansia da prestazione che voleva dire troppe cose e tutte belle.

I soliti sondaggi. E fino qui va be…. MA MA MA…il meglio

La “patatona” onorevolessa Prestigiacomo: un’adolescente in gita scolastica a Montecitorio, informata su tutto, permalosa su tutto, indignata su tutto, pettinata su tutto, sondaggiata su tutto e soprattutto goliarda su tutti. Amabili i suoi “buuh buhh” quando gli altri parlavano, TRES ELEGANT… e le sue faccine e smorfiette? TRES JOLIE…

E lo sbadato (nel senso di privo di badante) Furio Colombo: fine intellettuale con un TRApassato alle spalle, che ha elegantemente portato il discorso sulla tinta di capelli del Cavalier Berlusconi quando si parlava di giovani di VENTANNI CHE MUOIONO DI CANCRO perchè lady Moratti non trova due centesimi per bonificare due merda di edifici costruiti alla cazzo dai soliti palazzinari…

E poi la sigla liberatoria. Mi sono faticosamente alzato, l’acidità di stomaco alle stelle, un po’ di bicarbonato e una pensiero tremendo: riuscirò a sopravvivere fino al 13 aprile?

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Italiani, all’estero… Raus !!!

Tra due mesi saremo al voto, ci aspetta la solita campagna elettorale (breve per fortuna) e un dubbio mi assale: il voto degli italiano all’estero io mica l’ho capito bene…

Fonte: La Repubblica 07 /02/2008 - Belpaese - E Pallaro guarda a Silvio - Alessandra Longo

E’ tornato in Argentina, a Buenos Aires, a godersi il clima, minima 24, massima 33. berlusconi.jpg“El Senador” Luigi Pallaro non è più l’ago della bilancia del centrosinistra. L’esperienza è finita ma lui non molla, si è divertito troppo:”Mi ricandiderò anche perchè sono soddisfatto.Con il governo Prodi abbiamo ottenuto molte cose, le promesse che ci hanno fatto le hanno mantenute.[...] E chiarisce che comunque:”Se dovesse vincere Berlusconi, io darò fiducia al Cavaliere. L’ho sempre detto: per uno come me, non ha senso l’opposizione, io sto dalla parte di chi va al Governo, devo portare a casa risultati” !!! “

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pallaro01.jpgFonte: www.italiaestera.net

“Presentare a Roma gli italiani nel mondo sembra facile ma non lo é tanto anche se siamo stati fortunati – ha detto Pallaro - perchè la presenza di un indipendente al Senato (158 di opposizione e 159 nel governo) è una cosa non normale, anzi un’anormalitá di cui la persona che ha questo ruolo indipendente ha un certo peso“. A questo punto il Senatore padovano, nato il 27 giugno 1926 a San Giorgio in Bosco, ha anche fatto riferimento alla polemica scoppiata nel marzo scorso a proposito dei commenti di Sergio Romano, ex ambasciatore e adesso giornalista del Corriere della Sera, sulla questione degli italiani all’estero. “Avete letto sui giornali a Sergio Romano, ex ambasciatore che dovrebbe avere una conoscenza sugli italiani nel mondo molto profonda, che continua a chiedersi perché dobbiamo andare a Roma se non paghiamo le tasse”. Il Senatore Pallaro ha inviato a Sergio Romano un libro, curato dallo storico argentino Fernando Devoto, dedicato alla storia dei 125 anni di storia della Camera di Commercio italiana di Buenos Aires appena pubblicato e che si presenterá il 18 aprile al Senato italiano con la presenza del Presidente del Senato “perchè prenda atto della realtá italiana nella Repubblica Argentina a partire dal 1710. Ho anche detto a Romano, vedi tu parli sempre che noi non paghiamo le tasse, ma chi l’ha detto? Nei primi dieci anni dopo la Seconda Guerra gli italiani all’estero hanno inviato in Italia 30 mila milioni di dollari in rimesse.L’Italia é riuscita ad avere soldi dopo la Guerra grazie agli emigrati” Pallaro si é dimostrato molto preoccupato a Roma ed é per quello che dice che deve parlare “perchè se un giornalista scrive quello, la maggior parte degli italiani crederanno che sia cosí e cosí non é stato“.Insomma, ha concluso Pallaro, “abbiamo ancora un mucchio di cose da fare in questi prossimi quattro anni.Molti parlano della crisi del governo, ma questo governo durerá i suoi cinque anni. Se ci fosse la crisi, cade il governo e se ne fa un altro ma se cade il governo sarebbe un errore madornale. È bene portar a termine questo governo perchè non si sa se ci saranno nuove elezioni. Cosa succederá con il mondo degli italiani all’estero. Qualche cosa di sicuro cambierá”.

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Fonte: http://www.corrierecaraibi.com

Pallaro è una vergogna per gli italiani all’estero!
di Ricky Filosa

08.03.07 - “Sen. Luigi Pallaro, indipendente da tutti: anche dagli italiani che lo hanno votato. Di un portabandiera così, sinceramente, non sappiamo che farcene.”
Ho sempre ritenuto Luciano Gonella, direttore de “L’ Ora di Ottawa”, un grande giornalista ed una persona che non ha paura di dire ciò che pensa. Ce lo ricordiamo tutti il suo articolo in cui denunciava alcune frasi non proprio decorose, pronunciate dal sottosegretario agli esteri Bobo Craxi contro i parlamentari italo-stranieri e, di conseguenza, contro tutti gli italiani nel mondo.
Oggi, 2 marzo 2007, leggo sulle agenzie di stampa che Gonnella dice “bravo” a Pallaro: “Grazie a te, in Italia cominciano a conoscerci”. Sì, e ad odiarci, aggiungerei io. Caro Gonella, da dove arriva la tua riflessione? Questo tuo applauso a Pallaro dovresti spiegarlo e giustificarlo un po’ meglio, perchè non è chiaro. Non basta essere indecisi fra il “sì” e il “no” per difendere gli interessi degli italiani nel mondo; non basta dichiararsi indipendente nel nome di una presunta coerenza politica, per far bene agli italiani d’ Italia. Se è vero - come è vero, purtroppo - che chi vive nello Stivale l’ unico parlamentare eletto all’ estero che ha imparato a conoscere, nel bene e nel male, è Luigi Pallaro,…beh, allora non sorprendiamoci se prima o poi il sistema Italia farà volentieri a meno dei nostri 18.
Pallaro si sta facendo conoscere per quello che è: un opportunista, un quaquaraqua, un uomo senza onore nè midollo spinale.
Agli italiani questo tipo di persone, non piacciono. Vogliamo vedere politici decisi, autorevoli, fermi nelle loro idee e nelle loro convinzioni, no pronti a passare da una parte all’ altra, a seconda di ciò che conviene alle loro tasche.
No, Gonella, mi spiace: questa volta non sono d’ accordo con te, e sono sicuro che non lo sono nè gli italiani nel mondo nè quelli residenti nei confini del BelPaese. Credo che chi fa informazione seria debba invece unirsi nella lotta all’ ipocrisia politica che personaggi come Pallaro - o Follini - rappresentano.
Mi chiedo se Gonella ha letto la prima pagina de “L’ Italiano”, proprio lo scorso venerdì. Il Presidente argentino in persona avrebbe chiamato Pallaro per persuaderlo a non votare contro il governo. Ragazzi, vi rendete conto? Siamo tutti sotto ricatto, per un senatore che ha ottant’ anni suonati, ha imprese in Argentina che fatturano milioni di euro ogni mese, pretende di venire in Italia a fare il bello ed il cattivo tempo, e non sa rispondere a tono a chi di dovere, perchè magari ha paura che il governo argentino gli chiuda qualcuna delle sue imprese. Di un portabandiera così, sinceramente, non sappiamo che farcene.

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Fonte: http://www.mclink.it/com

Lettere al Corriere della Sera: Sergio Romano risponde a due italiani all’estero
Elettori italiani all’estero: ragioni di una legge sbagliata.

romano.jpg ROMA – Sul Corriere della Sera, Sergio Romano ha risposto alle lettere di due connazionali all’estero (v. Forum - Lettere al Corriere del 14 maggio 2007).

Nella prima lettera si legge: “Come italiano residente all’estero da tanti anni penso sia mio dovere far conoscere il mio pensiero sul risultato delle elezioni politiche in Italia e sugli italiani che vivono nel mondo e che stanno tanto a cuore al ministro Tremaglia. Buona parte degli italiani residenti all’estero sono sposati con donne dei Paesi ospiti e quindi hanno figli che non conoscono neanche una parola della nostra bella lingua. Una buona percentuale di quei figli non ha alcun interesse per il nostro Paese e per i luoghi di provenienza dei padri. Questa è l’amara realtà che Tremaglia avrebbe dovuto ben comprendere durante i suoi frequenti viaggi nei Paesi europei e d’Oltreoceano. Se padri e figli hanno qualche interesse per l’Italia è solo per tre ragioni: pensione, cittadinanza, eredità. Quel diritto di voto concesso agli italiani che vivono nel mondo non doveva essere approvato dal governo Berlusconi; doveva essere dato soltanto a coloro che hanno la residenza in patria e che pagano le tasse” (Pasquale Marini) .

Nella seconda: “Sono un medico italiano che lavora all’estero. È vero, non pago le tasse in Italia, ne pago molte di più in Francia dove a me si applica il principio ‘taxation without representation’. E se avessi un lavoro decente in Italia sarei felicissimo di tornare a casa mia. Seguo i tg e i giornali italiani più di molti italiani e pago l’iscrizione all’ordine dei medici di Napoli. Per fortuna ora ho potuto votare”.(Paolo Antinozzi)

Ed ecco la risposta di Sergio Romano, apparsa sotto il titolo “Elettori italiani all’estero: ragioni di una legge sbagliata”.

“A prima vista le vostre lettere sembrano esprimere punti di vista opposti. Lei, Marini, ritiene che una buona parte degli italiani all’estero abbia perduto i propri legami con il Paese d’origine e che non dovrebbe godere quindi del diritto di voto. Lei, Antinozzi, sostiene di avere mantenuto stretti rapporti con l’Italia ed è felice di potere partecipare alle elezioni del suo Paese. Ma ciascuno di voi esprime sentimenti e convinzioni che riflettono la diversa composizione delle comunità italiane all’estero. Esistono uomini e donne, soprattutto in Europa e in Africa, che non hanno mai considerato la loro partenza come un distacco definitivo. E ne esistono altri, soprattutto nelle Americhe e in Australia, che hanno lasciato l’Italia da più di una generazione, hanno acquistato un’altra cittadinanza, hanno creato altrove il centro dei loro interessi e dei loro affetti. Molti Paesi europei, nelle loro leggi elettorali, tengono conto di questa distinzione e concedono il diritto di voto soltanto alla prima categoria. Da noi invece, con un discutibile criterio nazional-populista, le due categorie sono state unificate e, per di più, gli italiani di vecchia emigrazione sono stati incoraggiati a recuperare la nazionalità perduta. La legge 91 del 5 febbraio 1992 prevede infatti che la cittadinanza, in alcune circostanze, possa essere concessa “allo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita”. Molti, comprensibilmente, ne hanno approfittato e hanno chiesto il passaporto italiano per viaggiare più facilmente in Europa o disporre di una via di uscita nella eventualità di una crisi economica del Paese in cui vivono. Il risultato è un numero di potenziali elettori italiani all’estero che ammonta, grosso modo, a quattro milioni. Se la legge li avesse autorizzati a votare per corrispondenza nelle circoscrizioni elettorali in cui le loro famiglie avevano abitato prima della partenza, le loro intenzioni avrebbero forse profondamente alterato, contro le preferenze degli elettori residenti, il risultato finale. Fu questa la ragione per cui venne deciso, con una formula alquanto tortuosa, la creazione di grandi collegi elettorali stranieri e di assegnare agli emigrati e ai loro discendenti un numero fisso di parlamentari: 12 deputati e 6 senatori.

Con il paradossale risultato che le decisioni del Senato, dove il centrosinistra ha una minuscola maggioranza, potrebbero dipendere ora da chi vive all’estero e rappresenta elettori la cui esistenza è regolata da leggi argentine, brasiliane, australiane, non italiane. Un’ultima osservazione, caro Marini. La legge è stata tenacemente voluta da Mirko Tremaglia, ma appartiene di diritto ai due schieramenti della politica italiana. Quando venne definitivamente approvata al Senato nel dicembre del 2001, il consenso fu quasi unanime. Le cronache raccontano che Tremaglia pianse di gioia e Piero Fassino, segretario dei Ds, disse: “È la testimonianza del nostro impegno”.

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Fonte: http://www.gennarocarotenuto.it

Gli italiani che votano Italia.

[...]
Anche le altre critiche di Sergio Romano sono irrilevanti. Quanti altri italiani votano principalmente in maniera clientelare? Milioni. Quanti hanno pagato davvero le conseguenze di avere votato Berlusconi nel 2001? Alcuni, ma non certo tutti. Quanti non si appassionano a questo bipolarismo? Troppi. Romano -e molti con lui- si scandalizza che qualche deputato possa essere eletto promettendo di creare un centro anziani a Rosario o a Stoccarda. Ma non veniamo forse da tre lustri nei quali il legame tra deputato e territorio è stato prioritario? E se tra un deputato che si batte per un cavalcavia a Mestre e un altro che vuole un pronto soccorso a Molfetta, ce n’è un terzo che si batte perché contributi regolarmente versati si convertano in pensioni in Francia o in Svizzera, cosa c’è di male? Infine: siamo certi che un italiano che si informa su Rete4 sia meglio informato di un italiano d’Australia?
[...]

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Mi arrendo, non ci capisco, non mi ci raccapezzo…

So solo che i miei figli la stanno prendendo male e non so fino a quando riuscirò a tenerli buoni…

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L’ UDEUR e il moto ondivago

moto ondivago

Da “La Repubblica” del 6 febbraio 2008.

In Campania quattro degli otto consiglieri regionali (la metà) si ribellano all’ipotesi di un partito che cambi alleanze e giurano fedeltà al CENTROSINISTRA di Bassolino. I quattro sono Nicola Caputo, Salvatore Arena, Giuseppe Misto e Vittorio Insigne e insieme hanno firmato un documento nel quale affermano che: “occorre rilanciare l’impasse della giunta e del consiglio causata dalle RECENTI VICENDE POLITICHE E NON…”. Una scelta di campo netta che contrasta con quanto affermato da Sandra Lonardo Mastella che all’atto del suo rientro aveva detto:”Restiamo nel CENTROSINISTRA a meno che non ci cacciano…”. Ma aveva anche detto “MAI DIRE MAI” all’ipotesi di una sua candidatura col CENTRODESTRA. Di fatto l’UDEUR ha già rinunciato all’idea di fornire due nomi in sostituzione degli assessori dimissionari e ancora agli arresti domiciliari (Andrea Abbamonte e Luigi Nocera). In attesa del consiglio nazionale del partito che si terrà ad ARPAISE (?!) i quattro consiglieri non si spostano da dove sono. E spiega Maisto, uno dei quaTtro: “Basta con DENTRO E FUORI dalla maggioranza. Non possiamo assistere a questo ATTEGGIAMENTO ONDIVAGO e con una SCARSA CHIAREZZA sulla nostra collocazione…”

MA VA’, MA NON MI DIRE…     e pensa me che non so più come chiamarvi, se TESTE DI… o FACCE DI …

E’ proprio vero, oggigiorno ognuno di noi ha i suoi problemi. E chi asserisce di non averne può essere tranquillamente tacciato di ERRATA PERCEZIONE DELLA REALTA’, una roba che gli psichiatri si ostinano ancora a voler curare.

E’ finita la legislatura, si aprono i banchetti…

Lui non ha resistito, oramai la corrente legislatura è finita e, subito dopo le parole di Marini, ha deciso che non ne valeva più la pena…

Orsacchiotto suicida

 

Io invece, che ho ancora voglia di vedere a che punti riescono ad arrivare con questo modo di fare politica, ho già apparecchiato. Voglio proprio vedere quanta ne ingolleranno, anche questa volta, pur di rimanere seduti sulle loro poltrone…

 

Bon appétit

Pronto in tavola

Ma chi è questa brutta gente ?!!

Chi sono questi onorevoli signori che ieri si sono scalmanati in quello che dovrebbe essere il “sancta santorum” della Repubblica Italiana.

CHI SONO QUESTI ANIMALI ?

Spumante al Senato

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Nino Strano e boccuccia di rosa

 

Questo l’ho scoperto,

 

è l’ONOREVOLE NINO STRANO…

 

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PIU’ CHE UN UOMO UNA METAFORA

 

 

 

Le foto provengono da questo post: